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Giornata Mondiale del Libro: ma è proprio necessaria?

C’è una Giornata Mondiale ormai per tutto. Perfino per i libri. Ebbene si quei cosi più o meno spessi che prendono polvere sulle mensole e sulle librerie hanno una giornata che li ricorda. Ma è così necessario? Con tutte le cose che ogni giorno succedono nel mondo, con tutti gli eventi storici che ci scorrono davanti, si sente il bisogno di avere una giornata che ci ricordi che esistono i libri?

La mia risposta è si.

È importante per noi amanti della lettura perché ci ricorda quanto ci piace stringere tra le mani un libro, sentirne il profumo, scorrere con le dita il dorso. Per noi, questa giornata è un po’ come se fosse il compleanno di un amico.

È importante per il lettore occasionale, perché almeno una volta all’anno può fare una riflessione sulla catasta di libri che ha comprato e che poi non ha mai letto. Vuoi per la mancanza di tempo, vuoi perché la voglia passa, ma almeno può rifarsi quella promessa che lo tranquillizza: da oggi leggo di più. E anche se non la manterrà i libri che ha comprato gli vorranno bene lo stesso.

Ma ancora più importante è per chi ai libri non si interessa minimamente, per coloro che trovano noioso leggere e per chi si spaccia come gran conoscitore dei classici perché ogni tanto condivide su Facebook una frase di un autore a lui sconosciuto che però a occhio gli piace. Per loro si che è fondamentale che ogni 23 aprile, nel giorno in cui sono morti Shakespeare e Cervantes, si ricordi che al mondo esistono i libri.

Perché ogni anno è un modo per avvicinarli, anche solo per poco, a un mondo meraviglioso. Per provare anche solo per un giorno ad aprire le loro menti. Per cercare di far scoprire loro che come diceva Umberto Eco “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”.

E se poi non volete seguire il consiglio di Eco, cari amici “non lettori” seguite almeno quello di Woody Allen: leggete per legittima difesa.

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